Le elezioni in Portogallo mettono di buon umore almeno per tre ragioni

16 AGO 20
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Al direttore - Tra pochi mesi si vota per le amministrative e come al solito, a sinistra, scoppia il panico. A quanto pare il gruppo dirigente campano del Pd non riesce a avere una visione della città. Non riesce a immaginare un ruolo per Napoli nel Mezzogiorno e nel Mediterraneo. Una ufficiosa rosa di nomi per un eventuale candidato sindaco pare filtrare in questi giorni. Appena l’ho letta ho riso per una settimana. Nel frattempo qualcuno sta scaldando i motori e quel qualcuno è l’unico capace di poter arginare il populismo di De Magistris e la crescente marea mezza comunista e mezza fascista dei Cinquestelle. Il Pd è terrorizzato. Ma Antonio Bassolino si affaccia con un ghigno silenzioso. Come è brava la Sinistra a dividersi… nemmeno le coppie!!!
Massimo Ricciuti
Al direttore - Regno Unito, Germania, Grecia, ora Portogallo. Succederà anche in Spagna. Le carte si sono scoperte. Il principio di realtà lo puoi sbeffeggiare, irridere, maledire in nome dei sogni e dei desideri, ma alla fine prevarrà: cinico e implacabile. Non può essere diversamente. Per vivere abbiamo bisogno di sognare, di desiderare e di pensare, inevitabile, necessario e affascinante, sed primum vivere deinde philosophari. I furbetti che approfittano dell’umana propensione a credere in quello che piace, invertono, pro pagnotta loro, i termini, primum philosophari deinde… E si arrabbiano pure, se gli togli il giocattolo adorato. Ma non funziona così. Anche da noi ci sarà la conferma che non funziona così. La strada l’abbiamo imboccata, dobbiamo solo sobbarcarci, con determinazione e sagacia della fatica e dell’impegno richiesti per andare avanti. Certo, le vecchie abitudini sono dure da cancellare. I nominalismi, i dispetti, i rancori, le invidie, la voglia di rivincita, gli ego frustrati e dolenti, gli interessi personali fanno mucchio, ma ce la faremo. Ce lo dice il principio di realtà.
Moreno Lupi
La notizia della vittoria del centrodestra in Portogallo è una notizia che ci mette particolarmente di buon umore perché dimostra una serie di cose su cui questo giornale insiste ormai da tempo. La prima notizia da sballo è che, esattamente come successo in Inghilterra con Cameron, la retorica anti austerity di fronte a un piano di austerity che funziona non può avere alcun successo ed è destinata a fare la fine dei Varoufakis e dei Fassina: molto spazio sui giornali, poco spazio alle urne. La seconda notizia ancora più significativa è che la retorica dell’epoca della frammentazione, dei partiti anti sistema che sono così gagliardi e così seducenti da essere diventati l’alternativa al vecchio sistema, è una balla colossale che viene stritolata da quel bipolarismo di fatto che è ancora il vero cuore pulsante dell’Europa politica. In Portogallo il Partito socialista ha ottenuto il 32,4 per cento, il centrodestra il 38,6 per cento. Terza notizia significativa: in un’Europa che per sette lunghi anni ha affrontato con provvedimenti lacrime e sangue le conseguenze della crisi economica succede che gli elettori tendono a diffidare delle politiche economiche offerte dalla sinistra e tendono a premiare tendenzialmente il centrodestra (Germania, Inghilterra) a meno che i partiti di sinistra non abbiano un profilo ben calibrato intorno al principio di realtà (Renzi e Tsipras seconda versione). Si potrebbe anche dire che la storia di Pedro Passos Coelho è l’ennesimo caso di un partito che governa e che viene riconfermato (Germania, Inghilterra, Grecia, Italia, volendo considerare le europee dello scorso anno) e questo elemento non può che essere legato a un fenomeno non indifferente che vedremo se sarà confermato a dicembre quando si voterà in Spagna: nei paesi che hanno fatto tesoro delle direttive della Troika, l’economia funziona e funziona così bene che chi ha messo in campo quelle politiche banalmente definite lacrime e sangue spesso riesce persino a contenere le opposizioni. Pensarci su.
Al direttore - La fine settimana politica appena trascorsa è stata all’insegna dell’euforia canterina: non c’era reclutato, transfuga, neo-maggioritario o eterno minoritario che non canticchiasse “la lontananza”. Stamani la tragedia. I soliti ben informati assicurano che Matteo Renzi sbarbandosi cantava una canzone portata al successo dalla grande Mina, il cui refrain è: “Se telefonando potessi dirti addio ti chiamerei”. Ovviamente dalle parti del Nazareno, come a Montecitorio e Palazzo Madama non trovi uno che risponda al telefono.
Valerio Gironi
E ci sono anche altre canzoni, ci stiamo lavorando. Risate.